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venerdì 1 febbraio 2013

Il tecnico senatore a vita e il PD vecchio partito


Oggi il non eletto Senatore a vita,  creato tale da un Capo dello Stato che appartiene oggi al PD e ieri per decenni al PCI,  ha esternato un nuovo punto del suo programma: quello contro i vecchi partiti.
Ha detto: “«I vecchi partiti non sono in grado di offrire una visione nuova negli interessi dei cittadini come noi della società civile». E, riferendosi rispettivamente a Pdl e Pd, aggiunge: «Uno fondato nel 1994, non vecchio ma neanche nuovo» e «l’altro fondato nel 1921», accomunando di fatto il Pd al Partito comunista d’Italia, nato per l’appunto a Livorno il 21 gennaio 1921.” (la Repubblica.it, 1.2.2013).
Mettere la frase «I vecchi partiti non sono in grado di offrire una visione nuova negli interessi dei cittadini come noi della società civile», accanto al fatto che il Partito Democratico degli Stati Uniti è il più vecchio partito esistente al mondo perché fondato nel 1792, che ha espresso nelle ultime due  elezioni un presidente nero, manifesta lo spessore di chi ha espresso quel pensiero.  

domenica 7 marzo 2010

Roma caput mundi

La qualità degli abitanti i palazzi del potere a Roma si evidenzia solo raccontando ciò che è avvenuto in questi giorni. Raccontando i fatti.
Il primo partito italiano che è al governo "Popolo della libertà", partito del fare e della meritocrazia ha fatto, non è stato capace di presentare le liste per le elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia, tanto da esserne escluso. Tanto da ricorrere per essere riammesso ad un decreto legge in materia elettorale, firmato nottetempo dal Presidente della Repubblica.
Il Decreto Legge 5 marzo 2010 n. 29 ha contenuti ed un linguaggio molto prossimi alla neolingua che George Orwell ha descritto nel suo "1984", a cominciare dal titolo:
"Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione".
Si tratta della "Interpretazione autentica" della legge 17 febbraio 1968 n. 108. ciò significa che dal 1968 al 2010 abbiamo ubbidito ad una legge priva della "Interpretazione autentica" che ci è stata data nella notte tra il 5 e 6 marzo 2010 dai sottoscrittori:
Napolitano, Presidente della Repubblica
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Maroni, Ministro dell'interno (interno in minuscolo nel testo del decreto).
Alfano, Guardasigilli.
I vertici dello Stato ci hanno dato nottetempo l'interpretazione autentica della legge del 1968, per esempio, in questi termini:
"si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale dei delegati puo' essere provata con ogni mezzo idoneo."
In questo decreto la sostanza combacia con la forma.
La sostanza, per restare al testo sopra riportato, ci dice che i delegati assolvono al loro compito quando abbiano fatto "ingresso nei locali del Tribunale".
Non si indica chi certifica che i delegati siano dentro i locali "muniti della prescritta documentazione". Non si indica neppure chi certifica la presenza dei delegati entro i termini ma si dice che la stessa "puo' essere provata con ogni mezzo idoneo". Da chi? con quale mezzo? non è indicato.
Se questa è la sostanza la forma gli si conforma esattamente.
Si dice che è nei particolari che ci si rivela quali si è.
Quattro delle più alte cariche dello Stato hanno sottoscritto un testo di D.L. nel quale è scritto, per esempio "i delegati incaricati". Delegato significa già incaricato scrivere "delegati incaricati" è come scrivere "i delegato delegati" o gli "incaricati incaricati".
"Puo' " non si scrive con l'apostrofo. "Può" si scrive con l'accento. Così pure "autorita' ", purche' ", "e' " che si scrivono autorità, purchè, è, etc.
Questa è la qualità delle leggi prodotte da chi presiede e governa l'Italia nel marzo 2010.
Una prece.






venerdì 6 febbraio 2009

Berlusconi, Fisichella, Bertone, simulacri

Il Presidente della Repubblica Signor Giorgio Napolitano ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri di non presentare alcun decreto legge che intervenisse ulteriormente nella vita di Eluana Englaro.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Signor Silvio Berlusconi ha ignorato la lettera del Quirinale ed ha riunito il CdM ed ha fatto approvare all'unanimità un decreto d'urgenza per impedire la sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro.Così facendo, è intervenuto a bloccare una sentenza della Cassazione, arrivata dopo un’altra d’appello, che stabilisce il diritto costituzionale della famiglia Englaro ad interpretare il volere della figlia, in stato vegetativo da diciassette anni.
Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita Signor Rino Fisichella è intervenuto dicendo: «Il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini».
Il Signor Giorgio Napolitano sappiamo che lo ha eletto il Parlamento italiano in seduta comune.
Il Signor Silvio Berlusconi sappiamo è stato eletto dalla maggioranza dei cittadini italiani sia pure con una legge definita dallo stesso che ne ha la paternità "una porcata".
Il Signor Rino Fisichella è stato eletto dal Capo dello Stato della Città del Vaticano.Certo il Sig. Fisichella ha il diritto di dire ciò che vuole. Se lo dice come Sig. Fisichella, nessuno lo ascolterebbe. Non ha alcun diritto di dirlo come Presidente della Pontificia Accademia per la Vita ed in tale veste interpretare la volontà dei cittadini italiani.
Il Presidente del Consiglio italiano ha deciso di seguire la strada dettata dalla Citta del Vaticano, uno Stato estero e non la strada indicata dal suo Capo dello Stato. Ha così innescato una grave crisi istituzionale. Un Capo di Governo che dipende nelle sue decisioni da un altro Stato è un simulacro di Capo di Governo.
Intanto dalla Città del Vaticano ci informano di cosa NON hanno fatto:
"13:06 - ELUANA ENGLARO: SANTA SEDE, NESSUN “COLLOQUIO TELEFONICO” CARD. BERTONE - BERLUSCONI
“Si smentisce nel modo più categorico quanto pubblicato, con evidenza, questa mattina da un quotidiano italiano a proposito di un presunto colloquio telefonico incorso fra il Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ed il Presidente del Consiglio italiano, On. Silvio Berlusconi”. È quanto dichiara il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi".
Ormai sono simulacri. Sono simulacri che non vivendo di vita propria per esistere si inseriscono nelle tragedie degli altri.