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mercoledì 18 dicembre 2013

I PAGANI RINGRAZIANO


“Ma è una cosa brutta quando si vede un cristiano che non vuole abbassarsi, che non vuole servire. Un cristiano che si pavoneggia dappertutto, è brutto: quello non è cristiano, quello è pagano.”
(Papa Francesco all’udienza generale in Piazza San Pietro del 18.12.2013).

Anche se ci si fa “piccoli con i piccoli e poveri con i poveri” non si può che essere  quello che si è.

venerdì 23 aprile 2010

Ha abusato sessualmente di un giovane ma resta Sua Eccellenza Reverendissima

"ho abusato sessualmente di un giovane nell'ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata".

Sono le parole con le quali il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, ha ammesso di essere responsabile di un gravissimo episodio di pedofilia.
Ma come ha riferito Peter Adriannsens, presidente della commissione indipendente per il trattamento degli abusi sessuali nei Paesi Bassi, gli abusi del vescovo Roger Joseph Vangheluwe si sono protratti "per più anni e in più fasi", sono andati avanti "almeno sei anni, prima che si intervenisse" (Corriere della Sera 23.04.2010).
"Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Brugge (Belgio), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Roger Joseph Vangheluwe" (Osservatore Romano del 24.04.2010 già sul web).
Sono le parole con le quale un altro Joseph, Papa Benedetto XVI, ha accettato le dimissione di Joseph Vangheluwe.


venerdì 27 febbraio 2009

Ecclesia Mater et magistri del virtuale

Il Vescovo Williamson ha porto le scuse al Papa per le sue dichiarazioni che negavano la Shoah, non per averla negata, ma per il "danno e il dolore che avrebbero arrecato, soprattutto alla Chiesa", aggiungendo un "ma anche" per i sopravissuti che avrebbero subito "ingiustizie" - la morte di sei milioni di ebrei sono "ingiustizie"? - "sotto il Terzo Reich".
Un marziano catapultato sulla Terra potrebbe credere che il Papa, cioè colui a cui sono dirette le scuse, sia la massima autorità ebraica, il capo di quella comunità che ha ricevuto "le ingiustizie" dal Terzo Reich.
Invece no, è chiaro, che il Papa non è affatto il capo della comunità mondiale ebraica, ma è il successore dei papi che hanno visto nascere, crescere e compiersi la Shoah, cioè Pio XI e Pio XII. Papi che hanno sottoscritto "Concordati" - Eugenio Pacelli il futuro Pio XII collaborando fattivamente con Pio XI - con i teorici ed i realizzatori della Shoah: in Italia Mussolini, in Germania Hitler.
Quindi queste sono scuse tanto virtuali quanto è stata reale la Shoah.
Il mondo virtuale non ha storia quindi facendolo entrare nella storia, la può cambiare, la può in qualche modo rendere virtuale e fare diventare apparente realtà ciò che invece è virtuale. E' la traduzione pratica del virtuale e teologico "Siamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo", che consente alla Chiesa di benedire (quando la segue), o maledire (quando non la segue) "questo mondo".
Il nostro Governo ha seguito questa traccia creando lo "sciopero virtuale". La delega del governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere obbligatorio per determinate categorie". Per scioperare in questo modo servirà un referendum consultivo a meno che non si rappresenti più del 50% dei lavoratori. Non è specificato chi stablirà che un dato sindacato rappresenta o meno il 50% dei lavoratori (di quali lavoratori?). Ma nel mondo virtuale questo si può stabilire "a prescindere" dalla percentuale reale stessa.
Non solo ma chi vorrà scioperare virtualmente lo dovrà dichiarare preventivamente. L'unica cosa reale in tutto questo è il fatto che realmente il lavoratore dovrà preventivamente dichiarare che parteciperà ad uno sciopero virtuale, cioè ad una cosa che non ci sarà.
Ogni settimana ci danno un compito virtuale su cui dibattere scegliendo, da fiore in fiore, ciò che offre il mercato dell'informazione.
Venti giorni fa erano le intercettazioni telefoniche, poi è stato il triste caso di Eluana Englaro, quindi le ronde ed ora il diritto di sciopero.
Bloccando le intercettazioni telefoniche vogliono fare diventare virtuale la realtà agghiacciante che molte di esse rivelano sulla vita dei potenti di turno.
Bloccando la volontà di persone in stato vegetativo, vogliono fare diventare reale una vita che è virtuale e che è stata giudicata tale dal diretto interessato.
Bloccando la possibilità di scioperare, vogliono fare diventare virtuale, un diritto elementare di manifestazione responsabile e di difesa e miglioramento delle condizioni di vita di chi lo sciopero lo fa: cioè di volta in volta la maggioranza e non la minoranza dei cittadini.
Ma chi può vincere una partita contro un giocatore che a seconda delle carte che ha in mano cambia il valore delle carte stesse?
E' questo che ci fa passare da una emergenza all'altra. E' questo che ci lascia disarmati con le nostre carte che sono evidentemente sempre perdenti.
Da questo chi ci può salvare? All'orizzonte non si vedono personalità morali che possano svelare questo colossale imbroglio. Forse la classe intellettuale come quella dirigente per diventare visibile e acquistare quindi un peso mediatico, ha dovuto passare tante e tali selezioni che la visibilità ed autorevolezza sono anch'esse virtuali?
C'è da augurarsi - mentre si sopravvive in questa trincea che è diventata la vita nella quale ci dobbiamo difendere non dai nemici ma dai nostri governanti - che questi governanti passino presto.
Dal fiume che scorre vicino a questa nostra trincea prima o poi passeranno buone notizie.

giovedì 5 febbraio 2009

L'infallibile in stato confusionale

Oggi L'Osservatore Romano pubblica la nota della Segreteria di Stato vaticana nella quale si ribadisce che il decreto del 21 gennaio 2009 con cui il Papa ha revocato la scomunica "è stato un atto con cui il Santo Padre veniva benignamemnte incontro a reiterate richieste da parte del Superiore Generale della Fraternità San Pio X" e che ora il Papa "si attende che uguale disponibilità venga espressa dai quattro vescovi".
Non doveva essere il contrario?
Prima ci doveva essere la disponibilità della comunità di San Pio X - cioè il penimento e l'abiura della causa della scomunica - e poi il Papa che, riconosciuto attendibile il pentimento, revoca la scomunica?
Infatti per rientrare nella comunione della Chiesa, prima ci si confessa e ci si pente dei peccati e poi si può accedere alla comunione.
L'infallibile è forse in stato confusionale?

mercoledì 4 febbraio 2009

Il vescovo Williamson e Benedetto XVI: imitazioni di se stessi

La scorsa settimana il portavoce vaticano dichiarava che:
"la revoca della scomunica e le dichiarazioni di Williamson sono "due questioni del tutto indipendenti".(Avvenire 26.1.2009, pag. 25).
Oggi una nota della Segreteria di Stato vaticano ci informa che "il Papa non era al corrente delle dichiarazioni negazioniste del vescovo Williamson". (Corriere della Sera, 4.02.2009).
Bisognerebbe informare Benedetto XVI che è infallibile!
Ma è lui od una imitazione di se stesso?

sabato 24 gennaio 2009

www.youtube.com/vaticanit

Da mercoledì scorso a ieri, in meno di tre giorni, a Roma sono state violentate due donne: una di 42 anni da un uomo e una ventenne da cinque uomini a turno.
Sono poi state uccise madre e figlia da un uomo che è figlio e fratello delle uccise.
Tre delitti nei quali sono donne le vittime e uomini i carnefici.
Il Vescovo di Roma, che è anche il Papa, sembra non sia stato minimamente colpito da queste tre tragedie accadute in così poco tempo nella sua Diocesi, in Roma che, ci dicono, viene offesa nel sua carattere sacro evidentemente solo quando sfilano i gay.
Il Vescovo di Roma in questi giorni si è dedicato ad internet. Un impegno impellente infatti su L'Osservatore Romano di oggi 24 gennaio 2009 si può leggere il suo messaggio sull'argomento riguardante la 43a Giornata mondiale delle comnunicazioni che si terrà il prossimo 24 maggio 2009. Il Vescovo di Roma, da buon tedesco, si prepara per tempo.
Sul quotidiano Vaticano oggi si annuncia anche che il Papa è sbarcato su youtube: "in uno spazio dove è possibile incontrare il Papa, ascoltare i suoi messaggi, esprimere le proprie idee".
Siamo certi che tra l'affacciarsi alla finestra del computer ed alla finestra del suo palazzo e tra un incontro virtuale e l'altro, il Vescovo di Roma troverà il tempo per una preghiera a conforto delle quattro donne così duramente colpite nella vita e nella morte.

giovedì 22 maggio 2008

(3) - Settembre 1803 – Pio VII e il Concordato con la Repubblica Italiana di Napoleone

(3) - Settembre 1803 – Pio VII e il Concordato con la Repubblica Italiana di Napoleone
Al Concordato con la Repubblica francese, si aggiunse nel 1803 un Concordato tra Pio VII e la Repubblica italiana che era sempre sotto il potere di Napoleone.
Il riconoscimento da parte di Pio VII della Repubblica italiana di Napoleone avveniva nonostante la Repubblica italiana fosse formata in gran parte da province pontificie:
“Per esso il Papa tratta con la Repubblica Italiana, formata in gran parte di pontificie province, e così la riconosce; non solo, ma accorda al Presidente di questa Repubblica la scelta di tutti gli Arcivescovi e Vescovi nella medesima compresi, cioè quelli di Bologna, Ravenna, Ferrara, Imola, Carpi, Cesena, Forlì, Faenza, Rimini. Comacchio. Non basta: concorda perfino la seguente formula di giuramento da prestarsi dai Vescovi e Arcivescovi – Io giuro e prometto sui Santi Evangeli ubbidienza e fedeltà al Governo della Repubblica Italiana. Similmente prometto che non terrò alcuna intelligenza, non interverrò in alcun consiglio, e non prenderò parte in alcuna unione sospetta o dentro o fuori della Repubblica, che sia pregiudievole alla pubblica tranquillità, e manifesterò al Governo ciò che io sappia trattarsi o nella mia diocesi o altrove in pregiudizio dello Stato.” (da Achille Gennarelli, La Politica della Santa Sede e gli atti del Buonaparte, Ed. G. Mariani, Firenze, 1862, pag. XIII, XIV).
Fino a qui la “serena fermezza” di Pio VII verso Napoleone lo aveva portato, tra l’altro, a concordare la nomina dei vescovi sia francesi che italiani da parte delle rispettive autorità civili, nonché a fare giurare gli stessi vescovi fedeltà alle rispettive repubbliche.