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martedì 28 febbraio 2012

IMU – “Il principio è: chi non lucra non paga

Il 27.2.2012 in una interessante intervista ad Avvenire, il sottosegretario Polillo ha detto che per l’IMU (virgolettato): “il principio è: chi non lucra non paga”.

Questo principio però non vale per tutti i cittadini italiani. Quei cittadini che possiedono non la prima, ma l’unica casa, cioè solo quella in cui abitano, evidentemente non lucrano nulla ma debbono ugualmente pagare l’IMU, e poi subiranno il forte aumento del valore catastale.

Allora il principio che fine ha fatto?

Ma evidentemente in Italia i principii riguardano solo i principi, il resto, il creduto gregge deve subire la “legge di natura” che ha stabilito anche che in questa nostra Italia si abbiano i lavoratori italiani che occupano gli ultimi posti nella scala dei guadagni medi annui europei con 23.406 euro lordi, contro i 41.100 euro lordi annui medi dei lavoratori tedeschi.

Ugualmente la stessa “legge di natura” stabilisce che in Italia i parlamentari italiani guadagnino 140.500 euro l’anno, contro i 90.000. di tedeschi.

Quindi i parlamentari italiani guadagnano sei volte di più della media di un lavoratore italiano, mentre i parlamentari tedeschi guadagnano poco più di due volte in più della media di un lavoratore tedesco.

Questi sono i principii sui quali si basa la società italiana.

Urge cominciare ad andare “contro natura”.

venerdì 9 dicembre 2011

CEI e ICI: COMUNICATO N. 1

COMUNICATO n. 1

AVVENIRE quotidiano Conferenza Episcopale Italiana

9 dicembre 2011

Bagnasco su Ici: no pregiudizi a rivedere punti della legge

"Se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra".

Lo ha detto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, rispondendo a una domanda sull'applicazione dell'Ici agli immobili della Chiesa a margine di un convegno dell'Ucid a Genova.


martedì 22 novembre 2011

PRIMO ATTO DEL NUOVO GOVERNO: ROMA CAPITALE

L'ultimo Salvatore della Patria, il nuovo Capo del Governo tecnico ieri riunito il Consiglio dei Ministri ha fatto il primo suo atto: ha approvato il secondo decreto legislativo su Roma Capitale. L'ultimo Salvatore ha approvato ciò che il precedente Salvatore aveva scritto ma non aveva avuto la possibilità di approvare.
Tra il tripudio generale il Sindaco di Roma ha ringraziato assieme alla Presidente della Regione Lazio che ha incassato anche 350 milioni di euro per ripianare i conti della gestione disastrosa del Servizio Sanitario del Lazio.
Il "modesto, riservato, elegante, silenzioso, acculturato" nuovo Salvatore ha fatto ciò che pur avendolo in programma non era riuscito a fare il "maleducato, non elegante, chiassoso, inculturato" vecchio Salvatore.
Nelle priorità del nuovo Governo al primo posto è stata messa Roma Capitale e non le ragione per le quali, come ci hanno detto, è stato fatto dimettere il precedente Salvatore: crollo immagine internazionale, crisi Italia dovuta al debito pubblico, vari differenziali che hanno misteriosamente quale unico riferimento la Germania, etc.
Cioè tutto fuorchè Roma Capitale.
E' vero sono i fatti e non la parola, la morale, nè l'aspetto, nè gli usi e costumi che contano.
La qualità dei successivi interventi non potrà che rispettare la qualità del primo.
Le altre priorità del Governo del Nuovo Salvatore saranno con ogni probabilità l'ICI sulla prima casa e le pensioni.
L'ICI sulla prima casa che è già stata da anni abbondantemente recuperata dai Comuni sotto forma delle varie addizionali comunali e regionali (vedi vecchi post su presente blog, cliccando in etichette su voce "addizionale" e "ICI" e tra gli articoli correlati). Quindi andremo così ha pagare due o più volte l'ICI e sotto una nuova denominazione tanto per cancellare ogni impronta digitale.
Per quanto riguarda le pensioni sono quasi due decenni che si fanno di anno in anno riforme tendenti a ridurre l'importo ed a procrastinare l'andata in pensione. L'INPS come riconosciuto anche dal nuovo Salvatore ha i conti riguardanti i lavoratori dipendenti perfettamente in equilibrio. Ma nonostante ciò è prioritario peggiorare ancora la situazione.
A proposito visto che l'età media del nuovo Governo è sui 62 anni con ogni probabilità sono già quasi tutti in pensione certamente con il sistema retributivo.
Quando parlano di pensione, parlano quindi della nostra pensione e non della loro.
E' del tutto evidente che non esistono Governi tecnici.
Ogni governo con qualsiasi fisionomia si presenti deve scegliere a chi togliere soldi ed a chi dare soldi.
Con queste premesse l'attuale Governo del nuovo Salvatore toglierà e darà soldi esattamente come il vecchio solo con più celerità poichè ha la maggioranza pressocchè assoluta dei parlamentari che lo votano non esistendo più opposizione.
L'unica opposizione infatti è data dai folkloristici celoduristi ai quali è stata data l'occasione, che non si lasceranno certo sfuggire, di rifarsi una verginità elettorale riprendendo a gridare "Roma ladrona" loro che a Roma e con Roma ci abitano e ci mangiano da quasi trent'anni.
Non ci facciamo mancare nulla: un governo di quella qualità, una opposizione di quella qualità.


giovedì 29 maggio 2008

(1) Federalismo fiscale: l'ICI

E’ la nuova frontiera della tassazione, è il decentramento fiscale e così via.
Il primo atto di questo nuovo modo di considerare le tasse è stato quello di toglierne una locale cioè l’ICI: imposta comunale sugli immobili.
Il contrario di quello che si va ad affermare.
Visto che è inutile criticare senza proporre. Dopo la critica, ecco una soluzione alternativa senza oneri a carico di nessuno.
Seguendo la filosofia del federalismo fiscale bastava che il singolo contribuente continuasse a pagare l’ICI al proprio Comune e nel contempo la togliesse dall’Importo dell’IRPEF che lo stesso versa allo Stato.
Togliendola invece ai Comuni si costringono gli stessi a dipendere ancor di più dal Governo centrale, proprio in nome del federalismo.

(3) Federalismo fiscale: molto probabilmente la cancellazione dell'ICI l'abbiamo già pagata in anticipo

Con gli importi e gli aumenti delle varie addizionali ai livelli sopra visti si può dire che l'ICI è stata praticamente recuperata ancor prima di essere abolita.
Vi è un'altra considerazione da fare ed è questa: se con le varie addizionali si è voluto recuperare l’ICI prima di toglierla si deve osservare che in questo modo l’ammanco derivato dalla sua cancellazione è stato integrato anche da chi la casa non la possiede, infatti le addizionali ed i loro aumenti hanno colpito tutti: possessori e non possessori di appartamento.
Cancellando in questo modo l’ICI si è di fatto cambiato nome ad una imposta si è così allargata la base dei contribuenti e gli Enti locali hanno probabilmente incassato di più di quando la tassa si chiamava ICI e non addizionale.