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mercoledì 18 settembre 2013

VIDEOMESSAGGIO DALL'EUROPA


ALBA INSANGUINATA - CONFESSA IL NEONAZISTA GRECO CHE HA AMMAZZATO UN RAPPER DI SINISTRA

Ha confessato ed è stato arrestato Giorgos Poupakiàs, 45 anni, membro del partito greco di estrema destra “Alba Dorata”che ha ucciso con tre coltellate il militante di sinistra Pavlos Fyssas.

(ANSA.IT)

venerdì 10 maggio 2013

MA ALLORA LA STIRPE ITALICA DEGLI PSICONANI, DEI MORTI VIVENTI, DEGLI ZOMBI. LA STIRPE CHE FONDA LA PROPRIA NAZIONE SUL IUS SANGUINIS È DA DIFENDERE.




Ci voleva un ministro donna e per di più nera per fare scoprire le carte al miliardario in lire Beppe Grillo, per fare uscire il purosangue di patriota che è in lui. Per fare uscire il difensore del sangue italiano da mantenere puro.

Lui che ha detto che l’Italia è morta, che gli italiani sono falliti, che a settembre non ci saranno più soldi per le pensioni.
Lui che meno di un mese fa ha detto ai tedeschi che si augurerebbe che ci invadessero, oggi dopo l’intervento di un ministro donna e per di più nera, ci informa che la cittadinanza italiana cioè la possibilità di essere e dichiararsi italiano deve continuare a basarsi sul sangue, sul sangue di quella stirpe sulla quale lui e gli altri purosangue del suo Movimento, vomitano quotidianamente.
Nel blog di sua proprietà ha scritto che:
“In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli.”
Cioè ha sottinteso, dando forza alle sue argomentazioni, che lui è con la maggioranza dei Paesi europei che applicano lo ius sanguinis, o altrimenti detto “modello tedesco” (buon sangue non mente).
Nello stesso blog di sua proprietà appena più sotto, il miliardario in lire Beppe Grillo ospita un brano di Tocqueville contro la tirannia della maggioranza.
Potenza della logica basata sul ius sanguinis.
Il miliardario in lire Beppe Grillo è anche preoccupato perché:
“lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa”.
Qualcuno lo avverta che anche chi entra in Francia entra in Europa, e la Francia è già da alcuni secoli che applica la cittadinanza basata sullo ius soli, la cosa non ha mai preoccupato il resto d’Europa.
Lui che non discute né concerta nulla con quelli della propria stirpe suoi concittadini italiani ius sanguinis, è preoccupato se non concerta con gli Stati dell’Unione Europea di diversa stirpe.
Ma chi era che voleva proporre un referendum agli italiani ius sanguinis per uscire eventualmente dall’Unione Europea?

Voto: Meno 5 Stelle

venerdì 8 giugno 2012

UNO SPETTRO S'AGGIRA PER L'EUROPA, E' LO SPETTRO DELLA DEMOCRAZIA

La notizia è clamorosa e contraddice tutto ciò che ci hanno raccontato in questi mesi di governo dei tecnici: la Francia ha abbassato l'età pensionabile a 60 anni.
Ma dov'è in tutto questo il fantasma della democrazia?
Nel modo in cui si è data la notizia in Italia. Per importanti giornali la notizia infatti non è che in Francia si va in pensione a 60 anni ma che:
"Francia: rischia taglio rating con abbassamento età pensione", ed ancora
"Francia: prime critiche dopo abbassamento età pensione, rating sovrano a rischio downgrade"(IlSole24Ore, 7.6.2012);
"Francia: prime critiche dopo l'abbassamento età pensione, rating sovrano a rischio downgrade"
(La Stampa, 7.6.2012).
Il fantasma della democrazia è tutto in quei titoli di giornali, titoli di chi desidera nel contempo  la verità e in più la conformità ad un determinato pensiero prestabilito.
Da questo nasce la menzogna e l'errore.
Uno spettro s'aggira per l'Europa, è lo spettro della democrazia seguito da un nugolo di zombi in
doppio petto o maglioncino girocollo.

sabato 11 febbraio 2012

Qui Europa 2012: abbiamo un problema

La Germania per le stragi commesse su civili inermi dal suo esercito nell’ultima guerra non deve pagare neppure un euro di risarcimento per le vittime di quei crimini contro l’umanità, in quanto la Germania come stato sovrano gode del diritto all’immunità.

La Germania per il deficit di bilancio della Grecia non le ha riconosciuto alcuna sovranità e ha preteso di stabilire tempi e modi con i quali la Grecia deve pagare.

E’ vero in Europa abbiamo un problema e non è la Grecia, è la Germania.

martedì 2 dicembre 2008

La Santa Sede non è sola nella grotta della storia

La Francia a nome dei 27 Paesi dell’Unione Europea ha presentato all’ONU la proposta per la depenalizzazione dell’omosessualità.
Contro la depenalizzazione dell’omosessualità si è pronunciato l’osservatore permanente della Santa Sede presso le nazioni Unite.
Depenalizzare l’omosessualità significa in oltre 80 Paesi del mondo salvare dalla morte o da molti anni di carcere uomini e donne condannati per il solo fatto di essere omosessuali.
L’esito della proposta ha soddisfatto la Santa Sede. Infatti il direttore della Sala Stampa Vaticana ha osservato che: “Meno di 50 stati membri della Nazioni Unite hanno aderito alla proposta in questione, mentre più di 150 non vi hanno aderito. La Santa Sede non è sola”.
La Santa Sede non è sola. Si tratta di vedere con chi è in compagnia. Nella grotta della storia in questi giorni il Sommo Pontefice della Città del Vaticano si è trovato con i Sultani dell’Arabia Saudita, quelli dello Yemen, con il Presidente dell’Iran, Somalia, Sudan, Sierra Leone, che sono al governo di Paesi dove l’omosessualità è considerata un reato punibile con la pena di morte. In quella grotta c’erano pure quelli della Tanzania, Gambia, Senegal, Qatar, Maldive. C’era pure il Sultano del Brunei nel cui Paese chi è omosessuale rischia 10 anni di carcere.
La Santa Sede che vanta e si vanta di queste frequentazioni è dunque una enclave di un mondo che in Europa c’era qualche millennio fa. Basta vedere come si chiamano: Curia Romana, Sommo Pontefice, Santa Sede. Baciano il Santo Piede, esibiscono e trasportano teschi, ossa, sangue. Diseppelliscono cadaveri e li espongono alla pubblica venerazione.
Nella grotta della storia ci sono lettori di corani e bibbie che si scaldano bruciando pacchi intonsi di Dichiarazioni Universali dei Diritti Umani, mentre all’esterno i megafoni gridano che: “Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale”.
L’Unione Europea da una parte la Città del Vaticano dall’altra.
La Santa Sede dovrà farsene una ragione: le sue radici non sono più in Europa.