C'è un particolare nella guerra tra Hamas e Israele: la differenza nella potenza militare.
I razzi di Hamas seppur numerosi e non certo intelligenti - sono talmente grezzi che cadono dove cadono senza alcuna distinzione neppure annunciata tra obiettivi militari e non - hanno una potenza distruttrice abbastanza scarsa: si parla di feriti e raramente di morti tra gli israeliani. Il danno che Hamas fa ad Israele è quindi irrisorio rispetto a ciò che riceve da esso.
La potenza di fuoco di Israele è invece altamente distruttiva, eppure Hamas non approfitta della mobilitazione internazionale, che chiede un cessate il fuoco di entrambi i fronti ed anzi continua a lanciare razzi su Israele, razzi che seppur minacciosi hanno un risultato militarmente quasi nullo.
Hamas non ha quindi alcuna prospettiva militare di successo dalle ostilità in corso. Non è questo l'obiettivo di Hamas.
Hamas non si augura un minor numero di morti tra la popolazione palestinese, cioè tra gli elettori che hanno eletto come propri rappresentanti i suoi uomini.
Si augura che la carneficina aumenti di giorno in giorno. Migliaia di morti, migliaia "di martiri" uguale migliaia di imprinting, uguale migliaia di futuri seguaci di Hamas.
Questa scelta solleciterà le peggiori pulsioni anche in campo israeliano che si giustificherà restringendo sempre più la differenza tra la base palestinese e i leader di Hamas.
Hamas ha usato prima le elezioni come ora utilizza i morti. E' un comportamento che noi italiani conosciamo bene.
Ecco come Maria Antonietta Maciocchi,vissuta all'interno del P.C.I. per molti anni, descriveva nel 1980 un incontro con alcuni esponenti dell'allora P.C.I. in vacanza a Panarea, che commentavano la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto di quell'anno: "L'indomani, al bar del villaggio, a proposito della strage di Bologna, il Barbone commentò:- Hai visto le foto di Pertini che abbraccia Zangheri? Questo fa gioco al nostro partito, serve a noi, è come se il Presidente riconoscesse che siamo i soli a poter governare - .
L'interlocutore [...[]gli gridò: - Ma come puoi vedere la strage di ottanta esseri umani, sotto la luce degli interessi del partito? -.
Ma la frase del Barbone conteneva una verità: morti, guerre, stragi, terremoti, tutto doveva fin dalla nostra giovinezza essere spiegato nell'interesse del Partito."
(M.A. Maciocchi, Duemila anni di felicità, Mondadori, Milano, 1983, pag. 192).
Oggi nel resto del mondo si vedono giovani sotto bandiere con svastiche e giovani sotto bandiere con falce e martello uniti nella lotta a bruciare bandiere di Israele ed accusare chi protesta per questo che: "Protestano per uno straccio bruciato....ma non per i bambini bruciani dalle incursioni dell'esercito israeliano", loro che si augurano che la carneficina continui, come quei vecchi fascisti e comunisti che si nutrivano della morte e del dolore degli altri per poter esistere.
domenica 11 gennaio 2009
Terra Santa 2009: l'uso dei morti
giovedì 8 gennaio 2009
Un ebreo buono, è un ebreo morto?
Sulla stampa di stamane si possono leggere le dichiarazioni del Cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace rilasciate al quotidiano on line ilsussidiario.net il 7.1.2009, e riprese da molti giornali. Tra l’altro vi si trova questa affermazione: “Guardiamo le condizioni di Gaza: assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento.”
Oggi, 2009, ci sono due contendenti sul campo: Hamas e Israele. Ieri, 2006, c’erano gli Hizballah e Israele. Ancora prima c’era Arafat e la sua organizzazione per la Liberazione della Palestina (come allora da statuto, liberazione della Palestina evidentemente da Israele),ed Israele. Ancor prima c’era il confinante Egitto con altri Paesi Arabi e Israele.
Se si prende la cartina geografica si vede immediatamente che Israele – come da elenco di conflitti sopra riportato – è una enclave nel mondo arabo.
Il Sig. Renato Raffaele Martino non esprime idee proprie poiché se ciò fosse avrebbe la stessa attenzione del Rag. Rossi che parla del tempo, in un stadio di 80.000 persone che urlano per il gol della squadra di casa. Renato Raffaele Martino - parla “in nome e per conto”, possedendo la Verità - è ascoltato perché Cardinale della Curia romana, ed in quanto tale ha la chiave datagli dalla divinità di sciogliere o legare: cioè di dare o togliere la vita eterna.
Forte di questo potere può fare diventare il piccolo Stato di Israele un continente nel quale esiste la striscia di Gaza che “assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento”. La definizione di “campo di concentramento” porta alla nostra memoria immediatamente i campi di concentramento nazionalsocialisti in Germania e fascisti in Italia.
Un paragone che non regge la logica e la storia.
I campi di concentramento del XX secolo erano governati dai nazifascisti. A Gaza attualmente governa il partito di Hamas. Dai campi di concentramento nazifascisti non partivano missili contro Germania o Italia. Da Gaza partono missili che vanno a colpire Israele.
Per il Cardinale R.R. Martino l’ebreo può forse essere solo o morto o aguzzino?
P.S. – Certo non bisogna identificare un ebreo con un israeliano. Ma la Santa Sede lo fa. In caso contrario come si spiega l’incessante interesse della Chiesa per un piccolo Stato con qualche milione di abitanti che non vuole sparire dalla faccia della terra?