giovedì 1 dicembre 2011

I TECNICI LE PENSIONI E L'INPS

Quando si è tecnici, professori e si è al governo della cosa pubblica, al governo dei nostri soldi, la prima cosa a cui ci si riferisce è lo stato in cui ci si trova.

Con riferimento alle pensioni - argomento particolarmente caro al governo dei tecnici - prima di prendere una qualsiasi decisione, si informano i cittadini della situazione finanziaria dell'INPS.

Si informano i cittadini della situazione delle varie gestioni INPS, del loro equilibrio economico: chi è in attivo e chi è in difficoltà e poi si procede alle correzioni là dove c'è bisogno.

Viceversa la comunicazione del governo dei tecnici è quasi magica, surreale, vaga.

Oggi abbiamo letto sulla stampa che la riforma delle pensioni sarà annunciata «verosimilmente entro pochi giorni».

Una riforma può essere annunciata «verosimilmente»?

Ed ancora nelle misure che adotterà il Cdm il 5 dicembre ci sarà «forse l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento.....».

«Sentieri di adeguamento»?

E sarà una riforma improntata sulla «flexicurity».

«flexicurity»?

Questo è un linguaggio paranormale.

Il governo dei tecnici ha forse intenzione anche di distribuire alla popolazione vetrini colorati e biglie luccicanti?

E' questo il rispetto che si ha verso i cittadini italiani?

martedì 22 novembre 2011

PRIMO ATTO DEL NUOVO GOVERNO: ROMA CAPITALE

L'ultimo Salvatore della Patria, il nuovo Capo del Governo tecnico ieri riunito il Consiglio dei Ministri ha fatto il primo suo atto: ha approvato il secondo decreto legislativo su Roma Capitale. L'ultimo Salvatore ha approvato ciò che il precedente Salvatore aveva scritto ma non aveva avuto la possibilità di approvare.
Tra il tripudio generale il Sindaco di Roma ha ringraziato assieme alla Presidente della Regione Lazio che ha incassato anche 350 milioni di euro per ripianare i conti della gestione disastrosa del Servizio Sanitario del Lazio.
Il "modesto, riservato, elegante, silenzioso, acculturato" nuovo Salvatore ha fatto ciò che pur avendolo in programma non era riuscito a fare il "maleducato, non elegante, chiassoso, inculturato" vecchio Salvatore.
Nelle priorità del nuovo Governo al primo posto è stata messa Roma Capitale e non le ragione per le quali, come ci hanno detto, è stato fatto dimettere il precedente Salvatore: crollo immagine internazionale, crisi Italia dovuta al debito pubblico, vari differenziali che hanno misteriosamente quale unico riferimento la Germania, etc.
Cioè tutto fuorchè Roma Capitale.
E' vero sono i fatti e non la parola, la morale, nè l'aspetto, nè gli usi e costumi che contano.
La qualità dei successivi interventi non potrà che rispettare la qualità del primo.
Le altre priorità del Governo del Nuovo Salvatore saranno con ogni probabilità l'ICI sulla prima casa e le pensioni.
L'ICI sulla prima casa che è già stata da anni abbondantemente recuperata dai Comuni sotto forma delle varie addizionali comunali e regionali (vedi vecchi post su presente blog, cliccando in etichette su voce "addizionale" e "ICI" e tra gli articoli correlati). Quindi andremo così ha pagare due o più volte l'ICI e sotto una nuova denominazione tanto per cancellare ogni impronta digitale.
Per quanto riguarda le pensioni sono quasi due decenni che si fanno di anno in anno riforme tendenti a ridurre l'importo ed a procrastinare l'andata in pensione. L'INPS come riconosciuto anche dal nuovo Salvatore ha i conti riguardanti i lavoratori dipendenti perfettamente in equilibrio. Ma nonostante ciò è prioritario peggiorare ancora la situazione.
A proposito visto che l'età media del nuovo Governo è sui 62 anni con ogni probabilità sono già quasi tutti in pensione certamente con il sistema retributivo.
Quando parlano di pensione, parlano quindi della nostra pensione e non della loro.
E' del tutto evidente che non esistono Governi tecnici.
Ogni governo con qualsiasi fisionomia si presenti deve scegliere a chi togliere soldi ed a chi dare soldi.
Con queste premesse l'attuale Governo del nuovo Salvatore toglierà e darà soldi esattamente come il vecchio solo con più celerità poichè ha la maggioranza pressocchè assoluta dei parlamentari che lo votano non esistendo più opposizione.
L'unica opposizione infatti è data dai folkloristici celoduristi ai quali è stata data l'occasione, che non si lasceranno certo sfuggire, di rifarsi una verginità elettorale riprendendo a gridare "Roma ladrona" loro che a Roma e con Roma ci abitano e ci mangiano da quasi trent'anni.
Non ci facciamo mancare nulla: un governo di quella qualità, una opposizione di quella qualità.


mercoledì 2 novembre 2011

La crisi del 1929 e la nostra crisi

Ecco come Schlesinger Jr. consigliere del Presidente Kennedy 1960-1963, ha spiegato la crisi del 1929:
"Il meccanismo della crisi.
Intanto la spirale del sistema produttivo americano veniva stringendosi sempre di più fino a rasentare il limite di rottura, di autoannientamento, che fu oltrepassato nel 1929. La prosperità dell'economia statunitense [...] stava portando a una progressiva diminuzione dei costi di produzione. Per ottenere un equilibrio tra offerta e domanda sarebbe stato perciò necessario che si arrivasse o ad una corrispondete riduzione dei prezzi dei beni di consumo, o ad un aumento dei salari dei lavoratori, oppure a tutte e due le cose insieme.
Al contrario, i prezzi dei prodotti industriali rimasero sempre estremamente rigidi [...] mentre la scarsa efficienza contrattuale dei sindacati favoriva un contenimento forzato dei salari.
Anche i prezzi agricoli subivano la stessa sorte per la passività o il minimo potere contrattuale della massa dei rurali.[...]
L'aumento altissimo dei profitti industriali, non risolvendosi né in una diminuzione dei prezzi, né in un aumento dei salari, finì per sfociare in una gigantesca campagna di speculazioni finanziarie.[...]
Le società si accorsero che la maniera più facile per ottenere nuovo denaro era di emettere nuove azioni. Questo era denaro a buon mercato, perché non c'era nessun bisogno di pagare dei dividendi sulle azioni emesse mentre invece bisognava pagare degli interessi sui prestiti bancari [...] col passare del tempo le società incanalavano sempre più le disponibilità finanziarie verso la speculazione.[...]
In seguito all'accentuato indirizzo affaristico dell'economia americana gran parte della ricchezza ricavata dalle speculazioni si riversò nelle mani della oligarchia finanziaria gravitante a Wall Street [...] Tra il 1923 e il 1929 la produzione per uomo-ora nell'industria salì quasi del 32%, mentre i salari orari aumentarono poco più dell'8%.
Il livello insoddisfacente dei salari e del reddito agrario voleva dire che la "proprietà" poteva sempre meno generare un potere d'acquisto abbastanza elevato per far fronte alla sempre crescente capacità produttiva, oppure, col tempo, a liberare il mercato delle merci già disponibili.[...]
Infine si giunse al crollo. [...] Nell'autunno del 1929 la borsa di New York ebbe un collasso improvviso, dando luogo a ripercussioni gravissime su scala mondiale.
Quali furono, secondo i giudizi successivi degli economisti, le cause principali di questo crack gigantesco?
- La tendenza delle sfere dirigenti a mantenere i prezzi e a gonfiare i profitti e al tempo stesso comprimere i prezzi delle materie prime e dei salari, significò che agli operai ed ai contadini furono negati i benefici della loro stessa produttività. La conseguenza fu il declino relativo del potere d'acquisto delle masse;
- L'assorbimento sotto forma di profitti e dividendi dei guadagni derivanti dalla tecnologia creò la tendenza ad usare l'eccedenza di denaro nella speculazione, trasformando la Borsa da un mercato di titoli in una casa da gioco;
- Il crollo della Borsa completò il disastro...Distruggendo la fiducia, il crollo distrusse tutte le speranze di una ripresa automatica.
Concludendo [...] Rappresentando gli uomini di affari, il governo federale aveva ignorato il pericoloso squilibrio tra il reddito commerciale ed il reddito agricolo, tra gli aumenti dei salari e gli aumenti della produttività.
Rappresentando i finanzieri, aveva ignorato i metodi irresponsabili del mercato delle azioni.
Rappresentando i banchieri, aveva ignorato il peso del debito privato e le profonde debolezze strutturali del sistema finanziario e bancario.
Vedendo tutti i problemi dal punto di vista degli affari e del lucro, aveva scambiato gli interessi di una classe per l'interesse nazionale. Il risultato fu il disastro" (tratto dal libro Roosevelt di A.M. Schlesinger Jr., Ed. CEI Comp. Ed. Intern., Milano, 1966, pag. 21-24).

Sembra di leggere quello che potranno dire fra qualche decennio della nostra crisi attuale.
Abbiamo oggi i titoli spazzatura al posto delle azioni del 1929;
la Borsa è ugualmente una casa da gioco;
il redditi da lavoro dipendente o sono bloccati (vedi statali) o addirittura si offre di lavorare gratuitamente (e questo non se lo erano sognati neppure nel paese bibbia del capitalismo quale era nel 1929 l'America);
i prodotti agricoli vengono pagati all'agricoltore sotto costo e venduti dal sistema distributivo moltiplicati per 10/20;
i vari governi d'Europa comprese le istituzioni dell'UE si muovono come se rappresentassero gli uomini di affari, i finanzieri e i banchieri.
Chi ci salverà? Nessuno dei salvatori che ci sono oggi sulla scena perché questi salvatori sono solo ed unicamente salvatori di se stessi.
Ci salveremo da noi stessi come popoli, se ancora ci hanno lasciato un minimo spazio di pensiero, attraverso il rifiuto della logica che ha creato questa crisi, la logica che "Vedendo tutti i problemi dal punto di vista degli affari e del lucro, ha scambiato gli interessi di una classe per l'interesse nazionale".

P.S. Per i fanatici di se stessi Schlesinger Jr. non è stato un pericoloso comunista sovversivo ma facente parte della classe dirigente del più grade Paese ad economia liberal-capitalista del pianeta terra: laureato ad Harvard e poi funzionario presso importanti istituzioni dell'amministrazione degli Stati Uniti, importante esponente del Partito Democratico è stato Assistente speciale del Presidente Kennedy.



domenica 7 agosto 2011

SCIOPERO SE NON SI RINNOVA CONTRATTO COLLETTIVO

E' stato annunciato uno sciopero se non si rinnova il contratto collettivo.

Finalmente i sindacati reagiscono alla macelleria sociale qualcuno può pensare.
No nulla di tutto questo. E' una guerra tra ricchi non tra poveri.
La minaccia dello sciopero viene infatti dai capitani delle squadre di calcio di serie A!
Gli unici contratti collettivi che oggi ancora firmano i milion/miliardari presidenti delle squadre di serie A sono quelli con i milionari dell'Ass. Ital. Calciatori che minacciano scioperi se non vengono rinnovati.
Titola La Stampa, giornale della FIAT: "I capitani di A: "Niente campionato senza l'accordo collettivo" - Torna l'incubo dello sciopero. 
Totti, Del Piero & C. firmano 
una lettera aperta: «Tenere 
fede agli impegni assunti»".
Titola l'Unità: "Serie A, Totti protesta con altri capitani: "Firma sul contratto o non giochiamo". Nessun commento. Con il quotidiano che porta ancora scritto "fondato da Antonio Gramsci, si è così chiuso il cerchio.
In un Paese in cui non c'è vergogna per tutto ciò, proprio nei giorni in cui si discute come peggiorare drammaticamente la vita della maggioranza degli italiani, c'è un incubo che si aggira come il fantasma del defunto comunismo, è l'incubo dello sciopero dei calciatori!
Senza pudore, senza vergogna.

venerdì 5 agosto 2011

LA CRISI E L'UTILE, OVVERO LA CRISI E' UTILE

MILANO, 5 agosto 2011 -L'Agenzia Reuters ci informa che il gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto sopra le attese.

Nei tre mesi a fine giugno l'utile netto è stato infatti di 741 milioni di euro, in rialzo del 12,1% rispetto al primo trimestre.

Intesa SanPaolo ha così archiviato il primo semestre 2011 con un utile netto pari a 1,40 miliardi.

Per capire qual è l'ordine di grandezze di cui stiamo parlando, la recente manovra anticrisi varata in luglio dal governo prevede l'innalzamento dell'Irap su banche e società finanziarie nella misura di 888,7 milioni nel 2012 e di 479,7 milioni nel 2013-2014 (Fonte Corriere della Sera 7.7.2011 pag. 3).

Tutto il sistema bancario italiano pagherà per il 2012, 2013 e 2014 un aggravio di Irap (*) di molto inferiore all'utile netto di un solo gruppo bancario in un solo semestre, nella fattispecie I° semestre 2011.

LA CRISI E L'UTILE, OVVERO LA CRISI E' UTILE.

(*) Aggravio che nessuno potrà impedire alle banche di trasferie sui loro clienti: tutti noi!

giovedì 4 agosto 2011

O la borsa o la vita

I telegiornali stanno gridando che le borse oggi sono crollate. Quella di Milano è scesa di più del 5%.

Ci sono vari tipi di borse - dove si comprano e vendono manufatti, materie prime, prodotti agricoli etc. - e poi c'è la borsa valori nella quale si scambiano principalmente azioni che sono altrettante quote di una determinata azienda, appunto quotata in borsa.
E' questa la borsa che oggi è andata male. Significa che chi possiede azioni, chi compra e vende azioni oggi ci ha perso.
La cosa riguarda esclusivamente quella categoria di persone o di enti che appunto giocano in borsa. Sì perchè in borsa si compra o si vende, ma soprattutto si gioca.
Quando la borsa scende si sparge allarme come se fossimo di fronte a questa scelta: o la borsa, o la vita.
Non è così.
La borsa riguarda soprattutto quei milionari e miliardari che "giocano" in borsa e che vincano o perdano è una cosa che fa gioire o rattristare solo loro.
La vita riguarda tutti noi ed è una cosa troppo seria per farcela giocare alla borda valori!



mercoledì 3 agosto 2011

Macelleria sociale: la lotta di classe dei miliardari

"Macelleria sociale", così Famiglia Cristiana ha definito la manovra economica del governo dei miliardari.

Un esempio. Ritorna l'Irpef sulla prima casa.
(ipotesi di un appartamento di 80 mq. grande città semi centro)
Con reddito di 15.000. euro pagherà 46 euro (aliquota 23%)
Con reddito di 25.000. euro pagherà 54 euro (aliquota 27%)
Con reddito di 50.000. euro pagherà 76 euro (aliquota 38%)
Con reddito di 70.000. euro pagherà 82 euro (aliquota 41%)
Con reddito di 100.000.euro pagherà 86 euro (aliquota 43%).
(tabella da la Repubblica 20.7.2011).
Questa tabella è la spiegazione di cosa si intende per macelleria sociale. Chi sono i macellai e chi sono i macellati.
Si nota immediatamente che da 15.000. euro a 50.000. euro le percentuali delle aliquote aumentano del 15%! (da 23% al 38%). Mentre da 50.000. euro a 100.000. le percentuali delle aliquote magicamente aumentano solo del 5%! (dal 38% al 43%).
Questa magica impostazione fa sì che il peso dell'irpef da pagare rispetto al reddito sia notevolmente diverso per i vari contribuenti.
46 euro sono un 326esimo di 15.000.
54 euro sono un 463esimo di 25.000.
76 euro sono un 658esimo di 50.000.
82 euro sono un 853esimo di 70.000.
86 euro sono un 1162esimo di 100.000.
Questo fa sì che il peso di 46 euro su 15.000 di reddito sia 3 volte e mezzo il peso degli 86 euro sui 100.000. euro di reddito.
Se si fosse prelevato ad ogni scaglione con il metro utilizzato per il primo di 15.000. euro di reddito (15.000 : 46 euro Irpef = 326) l'Irper da versare sarebbe stata di:
15.000 : 326 = Irpef euro 46 (come quelli richiesti dalla manovra)
25.000 : 326 = Irpef euro 77 (invece dei 54 euro della manovra)
50.000 : 326 = Irpef euro 153 (invece dei 76 euro della manovra)
70.000 : 326 = Irpef euro 215 (invece degli 82 euro della manovra)
100.000:326 = Irpef euro 307 (invece degli 86 euro della manovra)
Questa sarebbe stata una equa distribuzione del peso tributario.
Invece così chi ha un reddito di 15.000. euro paga tutto il dovuto.
Chi ha un reddito di 25.000. euro paga il 30% in meno di quello con reddito di 15.000. euro.
Chi ha un reddito di 50.000. euro paga il 50% in meno di quello con reddito di 15.000. euro.
Chi ha un reddito di 70.000. euro paga il 62% in meno di quello con reddito di 15.000. euro.
Chi ha un reddito di 100.000. euro paga il 72% in meno di quello con reddito di 15.000. euro.
Questo è ciò che hanno saputo fare i miliardari al governo, che in meno di 48 ora hanno votato tutto ciò non ostacolati dall'olimpico e responsabile atteggiamento delle opposizioni.
Opposizioni a che cosa se non si sono opposti a tutto questo?