martedì 6 dicembre 2011

AUMENTI SULLA BENZINA IMMEDIATI E POI ALTRI DAL 1 GENNAIO 2012

Tra un pianto e l'altro il sobrio tecnico Capo del Governo e il Ministro piangente non ci hanno detto e sottolineato che rastrelleranno nostri soldi anche aumentando le accise sui carburanti ora e poi ancora dal 1 gennaio 2012.

Aumentare le tasse sui carburanti tradisce l'alto livello tecnico raggiunto da questo governo.

lunedì 5 dicembre 2011

IL DECRETO SALVA ITALIA: OLTRE I COCCODRILLI

Ieri sera abbiamo visto piangere un ministro tecnico del Governo dei tecnici.

Piangeva perché il governo di cui fa parte ha stabilito tra l’altro che le pensioni di lavoratori dell’importo di 1000 euro mensili non potranno più essere indicizzate all’aumento del costo della vita: piangeva per noi! Gli facciamo pietà, anzi pietas.

Il suo Capo del Governo tecnico seduto a fianco a lei riceve una pensione di 35.000. euro: significa che in un mese di pensione percepisce quello che percepisce in tre anni il pensionato a 1000 euro al mese al quale non verrà rivalutata la pensione.

Il decreto Salva Italia ha salvato l’Italia a cui appartiene la piangente ed il suo Capo del Governo.

Il pensionato millenario dovrà trovarsi un’altra patria.

I coccodrilli, si dice, piangono dopo avere mangiato per ragioni digestive. Non sono arrivati a piangere per pietà delle loro vittime dopo averle mangiate.

giovedì 1 dicembre 2011

No lavoro, no party, no contributi, no pensione

L'ex ministro Brunetta ospite a Servizio Pubblico di Santoro, non comprende che i giovani di oggi non avranno o avranno una pensione risibile, oltre che per le riforme sulle pensioni fatte in questi 15 anni, anche perchè non avendo un lavoro continuativo, essendo precari "a vita" verseranno pochi contributi e saltuariamente.

Brunetta se non si versano contributi non c'è pensione.
Per avere la pensione bisogna lavorare tutta una vita e versare i relativi contributi.
Non è difficile!
No lavoro, no pensione.

I TECNICI LE PENSIONI E L'INPS

Quando si è tecnici, professori e si è al governo della cosa pubblica, al governo dei nostri soldi, la prima cosa a cui ci si riferisce è lo stato in cui ci si trova.

Con riferimento alle pensioni - argomento particolarmente caro al governo dei tecnici - prima di prendere una qualsiasi decisione, si informano i cittadini della situazione finanziaria dell'INPS.

Si informano i cittadini della situazione delle varie gestioni INPS, del loro equilibrio economico: chi è in attivo e chi è in difficoltà e poi si procede alle correzioni là dove c'è bisogno.

Viceversa la comunicazione del governo dei tecnici è quasi magica, surreale, vaga.

Oggi abbiamo letto sulla stampa che la riforma delle pensioni sarà annunciata «verosimilmente entro pochi giorni».

Una riforma può essere annunciata «verosimilmente»?

Ed ancora nelle misure che adotterà il Cdm il 5 dicembre ci sarà «forse l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento.....».

«Sentieri di adeguamento»?

E sarà una riforma improntata sulla «flexicurity».

«flexicurity»?

Questo è un linguaggio paranormale.

Il governo dei tecnici ha forse intenzione anche di distribuire alla popolazione vetrini colorati e biglie luccicanti?

E' questo il rispetto che si ha verso i cittadini italiani?

martedì 22 novembre 2011

PRIMO ATTO DEL NUOVO GOVERNO: ROMA CAPITALE

L'ultimo Salvatore della Patria, il nuovo Capo del Governo tecnico ieri riunito il Consiglio dei Ministri ha fatto il primo suo atto: ha approvato il secondo decreto legislativo su Roma Capitale. L'ultimo Salvatore ha approvato ciò che il precedente Salvatore aveva scritto ma non aveva avuto la possibilità di approvare.
Tra il tripudio generale il Sindaco di Roma ha ringraziato assieme alla Presidente della Regione Lazio che ha incassato anche 350 milioni di euro per ripianare i conti della gestione disastrosa del Servizio Sanitario del Lazio.
Il "modesto, riservato, elegante, silenzioso, acculturato" nuovo Salvatore ha fatto ciò che pur avendolo in programma non era riuscito a fare il "maleducato, non elegante, chiassoso, inculturato" vecchio Salvatore.
Nelle priorità del nuovo Governo al primo posto è stata messa Roma Capitale e non le ragione per le quali, come ci hanno detto, è stato fatto dimettere il precedente Salvatore: crollo immagine internazionale, crisi Italia dovuta al debito pubblico, vari differenziali che hanno misteriosamente quale unico riferimento la Germania, etc.
Cioè tutto fuorchè Roma Capitale.
E' vero sono i fatti e non la parola, la morale, nè l'aspetto, nè gli usi e costumi che contano.
La qualità dei successivi interventi non potrà che rispettare la qualità del primo.
Le altre priorità del Governo del Nuovo Salvatore saranno con ogni probabilità l'ICI sulla prima casa e le pensioni.
L'ICI sulla prima casa che è già stata da anni abbondantemente recuperata dai Comuni sotto forma delle varie addizionali comunali e regionali (vedi vecchi post su presente blog, cliccando in etichette su voce "addizionale" e "ICI" e tra gli articoli correlati). Quindi andremo così ha pagare due o più volte l'ICI e sotto una nuova denominazione tanto per cancellare ogni impronta digitale.
Per quanto riguarda le pensioni sono quasi due decenni che si fanno di anno in anno riforme tendenti a ridurre l'importo ed a procrastinare l'andata in pensione. L'INPS come riconosciuto anche dal nuovo Salvatore ha i conti riguardanti i lavoratori dipendenti perfettamente in equilibrio. Ma nonostante ciò è prioritario peggiorare ancora la situazione.
A proposito visto che l'età media del nuovo Governo è sui 62 anni con ogni probabilità sono già quasi tutti in pensione certamente con il sistema retributivo.
Quando parlano di pensione, parlano quindi della nostra pensione e non della loro.
E' del tutto evidente che non esistono Governi tecnici.
Ogni governo con qualsiasi fisionomia si presenti deve scegliere a chi togliere soldi ed a chi dare soldi.
Con queste premesse l'attuale Governo del nuovo Salvatore toglierà e darà soldi esattamente come il vecchio solo con più celerità poichè ha la maggioranza pressocchè assoluta dei parlamentari che lo votano non esistendo più opposizione.
L'unica opposizione infatti è data dai folkloristici celoduristi ai quali è stata data l'occasione, che non si lasceranno certo sfuggire, di rifarsi una verginità elettorale riprendendo a gridare "Roma ladrona" loro che a Roma e con Roma ci abitano e ci mangiano da quasi trent'anni.
Non ci facciamo mancare nulla: un governo di quella qualità, una opposizione di quella qualità.


mercoledì 2 novembre 2011

La crisi del 1929 e la nostra crisi

Ecco come Schlesinger Jr. consigliere del Presidente Kennedy 1960-1963, ha spiegato la crisi del 1929:
"Il meccanismo della crisi.
Intanto la spirale del sistema produttivo americano veniva stringendosi sempre di più fino a rasentare il limite di rottura, di autoannientamento, che fu oltrepassato nel 1929. La prosperità dell'economia statunitense [...] stava portando a una progressiva diminuzione dei costi di produzione. Per ottenere un equilibrio tra offerta e domanda sarebbe stato perciò necessario che si arrivasse o ad una corrispondete riduzione dei prezzi dei beni di consumo, o ad un aumento dei salari dei lavoratori, oppure a tutte e due le cose insieme.
Al contrario, i prezzi dei prodotti industriali rimasero sempre estremamente rigidi [...] mentre la scarsa efficienza contrattuale dei sindacati favoriva un contenimento forzato dei salari.
Anche i prezzi agricoli subivano la stessa sorte per la passività o il minimo potere contrattuale della massa dei rurali.[...]
L'aumento altissimo dei profitti industriali, non risolvendosi né in una diminuzione dei prezzi, né in un aumento dei salari, finì per sfociare in una gigantesca campagna di speculazioni finanziarie.[...]
Le società si accorsero che la maniera più facile per ottenere nuovo denaro era di emettere nuove azioni. Questo era denaro a buon mercato, perché non c'era nessun bisogno di pagare dei dividendi sulle azioni emesse mentre invece bisognava pagare degli interessi sui prestiti bancari [...] col passare del tempo le società incanalavano sempre più le disponibilità finanziarie verso la speculazione.[...]
In seguito all'accentuato indirizzo affaristico dell'economia americana gran parte della ricchezza ricavata dalle speculazioni si riversò nelle mani della oligarchia finanziaria gravitante a Wall Street [...] Tra il 1923 e il 1929 la produzione per uomo-ora nell'industria salì quasi del 32%, mentre i salari orari aumentarono poco più dell'8%.
Il livello insoddisfacente dei salari e del reddito agrario voleva dire che la "proprietà" poteva sempre meno generare un potere d'acquisto abbastanza elevato per far fronte alla sempre crescente capacità produttiva, oppure, col tempo, a liberare il mercato delle merci già disponibili.[...]
Infine si giunse al crollo. [...] Nell'autunno del 1929 la borsa di New York ebbe un collasso improvviso, dando luogo a ripercussioni gravissime su scala mondiale.
Quali furono, secondo i giudizi successivi degli economisti, le cause principali di questo crack gigantesco?
- La tendenza delle sfere dirigenti a mantenere i prezzi e a gonfiare i profitti e al tempo stesso comprimere i prezzi delle materie prime e dei salari, significò che agli operai ed ai contadini furono negati i benefici della loro stessa produttività. La conseguenza fu il declino relativo del potere d'acquisto delle masse;
- L'assorbimento sotto forma di profitti e dividendi dei guadagni derivanti dalla tecnologia creò la tendenza ad usare l'eccedenza di denaro nella speculazione, trasformando la Borsa da un mercato di titoli in una casa da gioco;
- Il crollo della Borsa completò il disastro...Distruggendo la fiducia, il crollo distrusse tutte le speranze di una ripresa automatica.
Concludendo [...] Rappresentando gli uomini di affari, il governo federale aveva ignorato il pericoloso squilibrio tra il reddito commerciale ed il reddito agricolo, tra gli aumenti dei salari e gli aumenti della produttività.
Rappresentando i finanzieri, aveva ignorato i metodi irresponsabili del mercato delle azioni.
Rappresentando i banchieri, aveva ignorato il peso del debito privato e le profonde debolezze strutturali del sistema finanziario e bancario.
Vedendo tutti i problemi dal punto di vista degli affari e del lucro, aveva scambiato gli interessi di una classe per l'interesse nazionale. Il risultato fu il disastro" (tratto dal libro Roosevelt di A.M. Schlesinger Jr., Ed. CEI Comp. Ed. Intern., Milano, 1966, pag. 21-24).

Sembra di leggere quello che potranno dire fra qualche decennio della nostra crisi attuale.
Abbiamo oggi i titoli spazzatura al posto delle azioni del 1929;
la Borsa è ugualmente una casa da gioco;
il redditi da lavoro dipendente o sono bloccati (vedi statali) o addirittura si offre di lavorare gratuitamente (e questo non se lo erano sognati neppure nel paese bibbia del capitalismo quale era nel 1929 l'America);
i prodotti agricoli vengono pagati all'agricoltore sotto costo e venduti dal sistema distributivo moltiplicati per 10/20;
i vari governi d'Europa comprese le istituzioni dell'UE si muovono come se rappresentassero gli uomini di affari, i finanzieri e i banchieri.
Chi ci salverà? Nessuno dei salvatori che ci sono oggi sulla scena perché questi salvatori sono solo ed unicamente salvatori di se stessi.
Ci salveremo da noi stessi come popoli, se ancora ci hanno lasciato un minimo spazio di pensiero, attraverso il rifiuto della logica che ha creato questa crisi, la logica che "Vedendo tutti i problemi dal punto di vista degli affari e del lucro, ha scambiato gli interessi di una classe per l'interesse nazionale".

P.S. Per i fanatici di se stessi Schlesinger Jr. non è stato un pericoloso comunista sovversivo ma facente parte della classe dirigente del più grade Paese ad economia liberal-capitalista del pianeta terra: laureato ad Harvard e poi funzionario presso importanti istituzioni dell'amministrazione degli Stati Uniti, importante esponente del Partito Democratico è stato Assistente speciale del Presidente Kennedy.



domenica 7 agosto 2011

SCIOPERO SE NON SI RINNOVA CONTRATTO COLLETTIVO

E' stato annunciato uno sciopero se non si rinnova il contratto collettivo.

Finalmente i sindacati reagiscono alla macelleria sociale qualcuno può pensare.
No nulla di tutto questo. E' una guerra tra ricchi non tra poveri.
La minaccia dello sciopero viene infatti dai capitani delle squadre di calcio di serie A!
Gli unici contratti collettivi che oggi ancora firmano i milion/miliardari presidenti delle squadre di serie A sono quelli con i milionari dell'Ass. Ital. Calciatori che minacciano scioperi se non vengono rinnovati.
Titola La Stampa, giornale della FIAT: "I capitani di A: "Niente campionato senza l'accordo collettivo" - Torna l'incubo dello sciopero. 
Totti, Del Piero & C. firmano 
una lettera aperta: «Tenere 
fede agli impegni assunti»".
Titola l'Unità: "Serie A, Totti protesta con altri capitani: "Firma sul contratto o non giochiamo". Nessun commento. Con il quotidiano che porta ancora scritto "fondato da Antonio Gramsci, si è così chiuso il cerchio.
In un Paese in cui non c'è vergogna per tutto ciò, proprio nei giorni in cui si discute come peggiorare drammaticamente la vita della maggioranza degli italiani, c'è un incubo che si aggira come il fantasma del defunto comunismo, è l'incubo dello sciopero dei calciatori!
Senza pudore, senza vergogna.