sabato 3 agosto 2013

NUOVI CRISTIANI AVANZANO



La sentenza di condanna di Berlusconi rende più palese l’esistente. Si legge oggi sul Corriere della Sera a pag. 6:

“Il Presidente di Fiera di Milano «Segniamo le case di quei giudici».
«Facciamo come in Egitto, segniamo le case dei giudici, che tutti sappiano dove vivono».
La timeline di Facebook segna le 21.08 del 1 agosto. Dalla sentenza della Corte di Cassazione non è passata neanche un’ora e mezza. E la rabbia di Michele Perini, berlusconiano doc, presidente di Fiera di Milano, si riversa sul social network.
Già prima, a caldo (20,17), aveva scritto:
«Al giudice De Pasquale (Fabio, il pm del processo Mediaset, ndr) bisogna augurare un brutto vivere, di soffrire».
Perini è un imprenditore che vanta un rapporto saldo con il Cavaliere. Bocconiano, «credente, nato in una famiglia di credenti, con formazione cattolica», è stato presidente di Assolombarda e ora è in lizza per la poltrona di direttore generale di Fondazione Fiera, la «casa madre».”

Auguriamo al Signor Perini di non incontrare mai nessuno che, come lui, sentendosi questa volta offeso per non essere stato per esempio nominato direttore generale di Fondazione Fiera, andasse in giro a segnare, novello untorello, la casa del Signor Pereni augurandogli nel contempo “un brutto vivere, di soffrire”.
E’ questo il nuovo cristianesimo praticato nella rinnovata Chiesa di Papa Francesco?

IL MENU’ DI OGGI



Mentre Berlusconi in questi giorni sta servendo su un piatto il meglio di sé,  la Costituzione ha trovato un nuovo paladino, Beppe Grillo che in un post dal titolo “Il  Fantino della Repubblica”, uno dei soliti giochi di parole che pretenderebbe essere una espressione di un qualche pensiero, termina perentorio:
“la Costituzione non si tocca. Messaggio inviato. Quirinale. Messaggio inviato.”
Altre volte invece aveva presentato la necessità di cambiare la Costituzione perché ormai superata.
Il M5S non ha un pensiero ma è semplicemente un elenco, come il menù di un ristorante che ogni giorno cambia e cerca di accontentare il maggior numero di clienti: 
il Menù 5 Stelle, appunto.

SPECULARI NEI COMPORTAMENTI, OVVERO, DELL’UTILIZZO DEI PARLAMENTARI


Vediamo in on line come si sta comportando Silvio Berlusconi dopo essere stato condannato definitivamente per avere commesso reati gravissimi specie per un ex Capo del Governo ed attuale leader di un partito che è al Governo del Paese.
Lungi dall’affrontare le conseguenze dei comportamenti delittuosi che lui in prima persona ha praticato secondo la sentenza irrevocabile della Corte di Cassazione, manda avanti quelli che lui ha sempre considerato come propri dipendenti: cioè i suoi parlamentari, che sono pur sempre stati eletti sia pure con una legge “porcellum”, dagli elettori e non da lui.
Convoca i suoi capi gruppo in una delle sue tante ville e detta il loro comportamento: o la grazia per sè del Presidente della Repubblica o tutti i parlamentari, nessuno escluso, rassegneranno le dimissioni e non ci sarà così più né parlamento, né governo.
Qualcuno gli dica che chiedere la grazia equivale ad ammettere le proprie colpe, ad ammettere che non c’è nessun accanimento giudiziario: il contrario di quello che lui  dice continuamente. Non si chiede infatti la grazia per qualcosa che non si è commesso, piuttosto se si tiene ad affermare la propria innocenza se ne sconta la pena.
Ma come ogni condottiero “che ne sa”, anche il Capo del PdL, conduce gli altri alla guerra. Sta dietro e non davanti alle proprie truppe. Sospinge in avanti financo i propri figli pur di sfuggire alle conseguenze di comportamenti delittuosi che lui in prima persona ha praticato: “L'ex premier pensa a Marina come erede. Con lei resterebbe nel simbolo la scritta "Berlusconi presidente". Il suo unico cruccio: finirebbe nel mirino dei pm di Milano”, si legge  alle ore 8,23 di stamane 3 agosto sul quotidiano di famiglia “Il Giornale” nel formato www.il giornale.it.
Colpisce il fatto che nessuno dei parlamentari eletti nelle liste del PdL ha espresso sia un pur minimo dissenso sulla linea dettata dal loro Capo. Tutti dipendenti dal Capo.
Ripensandoci gli unici che si sono resi indipendenti da Berlusconi in questi ultimi anni sono stati politici della qualità di Casini e Fini che appartengono al mondo politico del “prima di Berlusconi”.
Questo dà la dimensione della nano statura dei politici nati e operanti nel mondo del “dopo Berlusconi”. Politici dipendenti totalmente da lui, che fanno apparire come giganti, travet della politica come Casini e Fini.
I dipendenti sono stati e sono molto di moda nella politica italiana.
Ieri: chi non seguiva i dettami “del Migliore”  Togliatti nel PCI veniva espulso e definito “pidocchio” in una criniera di cavallo (il cavallo di razza era il PCI).
Oggi: oltre che nel PdL, anche nel M5S, il suo leader Beppe Grillo, considera “dipendenti” i propri parlamentari, ed anzi vorrebbe per renderli ancora più dipendenti cambiare un articolo della Costituzione.
Scriveva il  depositario del simbolo "Movimento 5Stelle" il 3 marzo scorso: "L'articolo 67 della Costituzione recita: 'Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato'. Questo consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l'eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno''.
Il comportamento che hanno oggi i parlamentari del PdL, cioè quello di eseguire ciò che decide Silvio Berlusconi depositario del simbolo del Popolo delle Libertà, è quello che Grillo si auspica possa essere fissato per legge: rendere totalmente dipendenti dal proprietario del simbolo politico, che può anche non essere in Parlamento,  i propri parlamentari.
Sono i comportamenti prima dei programmi che fanno distinguere gli uni dagli altri.
Nella teorizzazione e nella prassi del “vincolo del mandato” – condannato dalla Costituzione - il Movimento 5 Stelle ora all’opposizione e il Popolo delle Libertà ora al Governo (nessuno dei due si definisce partito) sono indistinguibili.

giovedì 1 agosto 2013

SIAMO DIVENTATI I CATTIVI?



Quando c’era l'Unione Sovietica da quel Paese i dissidenti scappavano per rifugiarsi in USA.
Ora dagli USA, come Edward Snowden, scappano per rifugiarsi in Russia.

venerdì 26 luglio 2013

MONTANELLI: MAESTRO DI GIORNALISMO E DI GIORNALISTI



In questi giorni Pribke ex ufficiale delle SS uno dei responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (335 persone fucilate a Roma dai nazionalsocialisti di Hitler il 24.3.1944), compie 100 anni.
Nel dibattito che si è innescato sullo scandalo o l’opportunità di alcuni di festeggiarlo, un lettore   del Corriere.it (Lextalionis75 - 23.7.2013/20,43), ha proposto questo pensiero di Indro Montanelli su Pribke:
"Priebke, lei quell'ordine avrebbe potuto rifiutarsi di eseguirlo e così facendo, di fatto, suicidarsi. Ciò avrebbe fatto di lei un martire. Quell'ordine invece scelse di eseguirlo. Ma ciò non fa di lei un criminale" - INDRO MONTANELLI”.
Questa perla di pensiero di Montanelli assolve Pribke esecutore di ordini, e tutti quelli come lui e lascia come unico responsabile del crimini tedeschi Hitler che evidentemente dava come altri gli ordini, ma era l’unico che non li riceveva.
Montanelli descrive con quelle due righe un mondo di persone che si alzano ogni mattina, vengono caricare con una molla e durante la loro vita eseguono gli ordini che ricevono irresponsabili di ogni loro azione, tanto più irresponsabili tanto più le azioni che  eseguono sono criminali.
Montanelli che si colloca nella più conformista tradizione italica che vede intellettuali come lui (Malaparte, Bottai e tanti altri) attraversare ogni situazione, adeguarvisi e andare oltre, preparandosi ad adeguarsi ad ogni altra prossima situazione.
Ruggero Zangradi uno che aveva fatto pressappoco lo stesso tragitto di Montanelli, ma che lo aveva descritto e denunciato, nella sua opera “Il lungo viaggio attraverso il fascismo” ha scritto di Montanelli:
“Montanelli può considerarsi l’esemplare tipico di quegli scrittori, di cui ho detto, che furono capaci di testimoniare all’indomani della guerra, il contrario di ciò che avevano testimoniato durante il suo corso.”
Zangradi conclude il suo pensiero con riferimento al periodo fascista che Montanelli aveva paragonato all’attraversamento di una palude, scrivendo:
“Certo, pochi come Montanelli l’hanno saputa attraversare bene”.
(Ruggero Zangradi, Il lungo viaggio attraverso il fascismo, pag. 426 nota n. 8).
Montanelli ha poi proseguito la sua vita nell’Italia del dopoguerra e del dopo  Mani Pulite.
Montanelli che durante il periodo fascista era stato dipendente da Mussolini, sarà poi da lui indipendente, come poi in una Italia del tutto diversa sarà prima dipendente da Berlusconi, per poi dichiararsi da lui indipendente.
Montanelli, è questo il maestro di giornalismo e di tanti giornalisti che ora lavorano nelle più importanti redazioni di giornali italiani.
Giornalisti che hanno sempre ragione: per definizione.

giovedì 25 luglio 2013

LOS ANGELES 1977 COME SANA’A OGGI



Samantha Geimer aveva 13 anni quando fu violentata nel 1977 da Roman Polamski che allora ne aveva 44. Quella violenza avvenne nella casa di Jack Nicholson che di anni ne aveva 40 e che si cimentava con film progressisti come “Qualcuno volò sul nido del cuculo”  del 1975.

Nada ha oggi undici anni, vive a Sana’a, nello Yemen. Si è ribellata ai suoi genitori e al suo destino di sposa bambina venduta a un adulto sconosciuto. E’ stata aiutata da uno zio ed è riuscita a raccontare la sua storia in un video su YouTube. Ha detto: «Sono una bambina e voglio realizzare i miei sogni, mia zia fu costretta a sposarsi e si è uccisa. Io voglio andare a scuola e aiutare altre bambine. Voglio dire alle madri e ai padri: non uccidete i nostri sogni».

Le due vicende per una coincidenza sono presenti insieme nei giornali di oggi e su internet e provano che nella sfavillante Los Angeles dell’avvento stupro di una tredicenne, e  nella magica Sana’a del mancato stupro di una undicenne, il posto che la donna occupa è lo stesso con l’aggravante per Los Angeles che nello Yemen non lo nascondono. 

giovedì 18 luglio 2013

IL PERSEGUITATO

Variazione del titolo MEDIASET
dall'inizio dell'anno ad oggi   + 114.78%.

Nel contempo i non perseguitati
che vivono in povertà hanno 
raggiunto il massimo storico.

A quanto la prossima manifestazione
in difesa del perseguitato uomo più 
ricco d'Italia?