venerdì 31 maggio 2013

PIERO CALAMANDREI IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA


11 febbraio 1950 - III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, brano centrale del discorso tenuto da Piero Calamandrei.


“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].
Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell'art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato". Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche [...].".

giovedì 30 maggio 2013

UGUALI E DISTINTI: PD, PDL e M5S



Mentre uguali e distinti PD, PDL e M5S fanno il gioco delle tre carte esibendo i voti presi alle ultime elezioni ed i sondaggi che dimostrano che ognuno dei tre è il primo partito italiano, nessuno ragiona sugli elettori che non hanno espresso il voto.
Nessuno se ne rammarica, anzi. Con percentuali del 40 fino al 50% di non votanti ci stiamo avvicinando ai Paesi del libero Mercato nel libero Stato, dove il voto interessa, cioè difende gli interessi, solo degli abbienti. In quei Paesi ritenuti all’avangardia si pratica di fatto il voto per censo quello della fine dell’800 e dell’inizio del XX secolo.
Agli italiani perché non abbiano dubbi nel continuare a non votare, ed anzi per fare aumentare il loro numero si danno in pasto nuove disillusioni.
Dai partiti al Governo: la legge elettorale che si doveva fare al più presto come prima cosa, ora si è deciso che ci si penserà nei prossimi 18 mesi; misure per il rilancio dell’economia non se ne vedono; misure per una redistribuzione del reddito più equa non se ne vedono, e così via.
Dal  maggior gruppo politico dell’opposizione che dopo avere parlato per mesi del proprio ombelico e di come farlo rimanere pulito, è ora tutto concentrato a scovare le spie al suo interno.
A colpi di: «stronzo/i che fanno uscire tutto quelli che ci scriviamo o diciamo sui giornali» e di «Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia. R.».
Sono evidentemente passati alla fase anale, ma il dibattito continua.
Questa è la realtà con la quale ogni giorno deve imbattersi il non elettore italiano che non vede l’ora di ritornare ad essere elettore.
È questa la speranza che è rimasta.
Non facciamola morire.




P.S. – Fase anale:
“Secondo il modello di sviluppo a fasi di Freud, la fase anale è il secondo periodo di sviluppo del bambino: essa succede alla fase orale e precede la fase fallica. Si colloca a un'età compresa fra i 18 e i 36 mesi circa.
In questo periodo gli interessi del bambino si spostano dalla zona orale a quella anale, in concomitanza con lo sviluppo fisico e l'acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche.
Il bambino prova appagamento nel gestire i movimenti sfinterici in autonomia, e in essi trova il soddisfacimento delle pulsioni imparando così a sviluppare autostima e autonomia.
Il bambino inoltre prova interesse e piacere per i propri escrementi, tanto da considerarli talvolta come un dono fatto alla madre. Anche in questa fase, come in quella orale, il bambino può provare angoscia e frustrazione riconducibili al rapporto individuo/società: le istituzioni esigono dall'individuo adeguamento alle norme e autocontrollo — in questo caso, i genitori esigono che il bambino si abitui ad utilizzare il vasino e si autocontrolli.”
(da Wikipedia 30.5.2013).

PURI E DURI: IN PARLAMENTO COME ALLA MASADA



La Masada è il luogo vicino al Mar Nero dove nel 70 d.C. andò una comunità di ebrei puri tra i puri che non voleva accostarsi a nessuno che non fosse della comunità stessa.
Una volta che i romani entrarono alla Masada trovarono tutti morti: per mantenersi puri questi puri ebrei si erano tutti suicidati.
Il Parlamento italiano è il luogo dove andò un gruppo parlamentare di italiani puri tra i puri che non voleva accostarsi a nessuno che non fosse del gruppo stesso.
Una volta che altri gruppi parlamentari entrarono in Parlamento trovarono che per mantenersi puri tutti i componenti del gruppo parlamentare di italiani puri tra i puri, si erano suicidati politicamente con un apriscatole.
(Suicidati solo politicamente per loro fortuna, perché quando la storia si ripete la prima volta è una tragedia e la seconda è una farsa).
Il gruppo parlamentare di suicidati politici passò alla storia con il nome di Movimento5Stelle della Grande Nebulosa di Andromeda l’oggetto celeste più lontano visibile a occhio nudo dalla Terra. 

mercoledì 29 maggio 2013

TANTO MEGLIO, TANTO PEGGIO: E’ TUTTA COLPA DEGLI ITALIANI



“24 dicembre 1940 – Nevica. Il Duce guarda fuori di finestra ed è contento che nevichi:
«Questa neve e questo freddo vanno benissimo – dice – così muoiono le mezze cartucce e si migliora questa mediocre razza italiana. Una delle principali ragioni per cui ho voluto il rimboschimento dell’Appennino è stata per rendere più fredda l’Italia».”
(Galeazzo Ciano, Diario 1937-1943, Ed. Rizzoli, Milano, 1990, pag. 491)

“28 maggio 2013 – “L'Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l'Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno.”
(Il blog di Beppe Grillo, il primo magazine solo on line)

(Veramente è l’Estate Calda che è vicina e non l’Autunno Freddo, ma per "il primo magazine solo on line" la realtà è evidentemente virtuale).

martedì 28 maggio 2013

MOVIMENTO HOTEL 5 STELLE


Ho visto ora Ballarò.
Fuori dall’Hotel Parco dei Principi 5 Stelle c’era parcheggiato il camper di Beppe Grillo.
Poi è uscito dalla hall dell’Hotel Parco dei Principi l’ex comico Beppe Grillo.
Ecco un ottimo esempio di leader politico a contatto con il territorio.



L' A B C DELL'ITALIA DEGLI EX


Beppegrillo.it preceduto da un “diffamano h24 il M5S” (Grillo che imita Crozza che imita Maroni?) ha diramato il suo comunicato sul primo turno delle recenti elezioni amministrative.
Ha diviso l’Italia in due, scrivendo:

“Esistono due Italie, la prima, che chiameremo
Italia A, è composta
da chi vive di politica, 500.000 persone,
da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone,
dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna).
La seconda, Italia B,
di lavoratori autonomi,
cassintegrati,
precari,
piccole e media imprese,
studenti.”

Beppegrillo.it non cita una terza Italia. L’Italia C, 

quella degli industriali, dei finanzieri, delle banche,
delle assicurazioni, delle fondazioni,
di chi esporta non merci ma capitali,
dei super manager, dei super pensionati,
l’Italia del 10% che detiene il 50% della ricchezza,
l’Italia dei ricchi ultrasessantenni e ultrasettantenni
che per noia o convenienza si sono dati alla politica,
l’Italia di chi a fine settimana deve decidere
se passare il week end nella villa in Liguria o nella villa in Toscana;
oppure di chi deve decidere se passare il week end nella villa
in Sardegna o nella villa in Lombardia o chissà in quale altra villa.

Quelli dell’Italia C che si danno alla politica, che hanno nella loro bandiera semplicemente il loro nome e cognome che è anche il loro programma.
L’Italia C ha infatti come programma di governo di mantenere il proprio status quo di ricco milionario e ricco miliardario e per fare questo di mettere i semplici cittadini gli uni contro gli altri.
Si perché per Beppegrillo.it le risorse per migliorare la situazione dell’Italia B, bisogna trovarle nell’Italia A.
Sono i pensionati che hanno versato 40 anni di contributi (e che andranno a versarne di più per l’avvenire, la pensione non è gratis), la cui pensione media è al di sotto dei 1000 euro al mese, da cui prendere le risorse per esempio per le piccole e medie imprese?
Sono i dipendenti pubblici della scuola non docenti che prendono dopo decenni di lavoro 700/800 euro, o gli insegnanti elementari della scuola che dopo anni di precariato ottenuto il ruolo prendono dai 1000 ai 1200 euro al mese ed hanno lo stipendio bloccato dal 2010/2011 fino al 2015, che dovrebbero risolvere i problemi dei lavoratori autonomi?
Se questa operazione di mettere gli ultimi gli uni contro gli altri riuscisse saremmo  tutti nell’Italia B, lo scopo di questi ricchi e annoiati milionari e miliardari sarebbe raggiunto.
Dopo di che ci sarà posto per un nuovo salvatore.
Dopo un ex chansonnier sulle navi in crocera,
dopo un ex comico che ha esercitato per anni su RAIUNO,
sarà certamente il Gabibbo per più di due decenni a Striscia la notizia, che li salverà,
quelli dell’Italia C.